I tying contracts nell'abuso di posizione dominante

Sto svolgendo una tesi sui tying contracts nell'abuso di posizione dominante, (art.82 lett.d Trattato Istitutivo della Comunità Europea, art.3 lett.d Legge Antitrust n.287 del 1990), chiunque sia interessato all'argomento o voglia scambiare del materiale è invitato a scrivermi
 


3 aprile 2000

Impossibile l'accordo, Microsoft presto condannata

La fine si avvicina per la Microsoft, o almeno per quanto riguarda il primo grado del processo che la vede coinvolta. Infatti le trattative per trovare un accordo stragiudiziale tra l'azienda di Bill Gates e il Ministero di Giustizia americano si sono definitivamente concluse, senza alcun risultato, il 1° aprile, quando il mediatore tra le parti Richard Posner ha emesso un comunicato in cui dichiarava inutile ogni ulteriore tentativo di conciliazione. "Le distanze tra le due parti sono troppo grandi per essere superate", afferma Posner nel comunicato, rammaricandosi del suo insuccesso poiché "il raggiungimento di un accordo avrebbe perseguito il pubblico interesse ed evitato ulteriori processi, che potrebbero sconvolgere un'industria chiave nell'economia globale." Posner ha inoltre sostenuto che, sebbene le trattative siano fallite, la colpa non è da attribuire a nessuna delle parti in causa, e nonostante quanto diversamente affermato dai mezzi di informazione, durante i quattro mesi di incontri sono state approntate ben venti bozze di trattative. Con l'uscita di scena di Posner, autore di numerosi scritti in cui classificava come dannosa l'ingerenza dello Stato nella regolamentazione dei mercati e al contrario lecita l'instaurazione di monopoli volti a favorire l'innovazione tecnologica, Gates perde uno degli interlocutori a lui più favorevoli. Ora il Giudice Jackson dovrebbe emanare in breve tempo la sentenza definitiva di primo grado; dal momento che, secondo la procedura processuale americana, si tratterà di una semplice trasposizione delle conclusioni pubblicate nel novembre scorso (vedi http://www.apogeonline.com/informaz/art_231.html ) in norme giuridiche, appare scontata la condanna di aver sfruttato abusivamente la propria posizione dominante. Oltre alla condanna presumibilmente seguirà la sanzione dello smembramento, in due o tre compagnie. Tutto ciò non dovrebbe avvenire in maniera immediata, poiché alla Microsoft resterà la possibilità di ricorrere in Appello e poi alla Corte di Suprema, due organi dove è più probabile una sentenza di assoluzione. Dato che anche al governo statunitense non conviene portare avanti le cose secondo il normale iter giudiziario, e quindi almeno fino al 2003, paradossalmente le trattative per un accordo potrebbero riprendere proprio dopo l'imminente decisione del Giudice Jackson. E i normali utenti di prodotti Microsoft? Cosa accadrà loro? L'ipotesi di una scissione in più compagnie danneggerebbe anche gli utenti, poiché porterebbe alla proliferazione dei sistemi operativi e di conseguenza un aumento nei costi di creazione, controllo e messa in commercio di differenti versioni dei programmi per ciascun sistema, costi quantificati in 30 miliardi di dollari per un periodo di tre anni dal professore di economia dell'università del Texas Stanley Liebowitz. Peraltro i consumatori americani possono rivalersi chiedendo un rimborso per il costo eccessivo delle precedenti versioni di Windows messe in commercio: le cause al riguardo stanno proliferando un po' ovunque, poiché il risarcimento stabilito dalla legge americana in questo casi è il triplo del danno subito, e la prova più eclatante di quanto affermato dalle associazioni dei consumatori sarebbe la stessa sentenza del Giudice Jackson. Intanto il titolo Microsoft, a seguito di questa ulteriore cattiva notizia giudiziaria, ha perso circa il 10% sulle borse europee.

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Dibattito 

Sul processo Microsoft ho organizzato un dibattito martedì 30 novembre presso l?Auditorium del Centro Giovani di Asti.

E' possibile vederne la registrazione in  Real Video presso il sito http://giornata.oasi.asti.it/1999/diretta.htm o le diapositive in formato Powerpoint utilizzate per spiegare l'argomento. 
 

Potete inviare il vostro commento sul processo a juris@unipmn.it


 

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