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I tying contracts come abuso di
posizione dominante: il processo Microsoft
TESI DI LAUREA
I c.d. tying-contracts come abuso
di posizione dominante
NEWS
4 novembre 2002
Microsoft è salva
Alle 16.30, ora americana, del primo
novembre2002, alla chiusura delle contrattazioni ufficiali della Borsa
americana, il giudice della corte distrettuale di Columbia Colleen
Kollar-Kotelly ha emesso la sentenza con cui ratifica l'accordo stipulato un anno fa tra Microsoft e
Dipartimento di Giustizia riguardo il procedimento per l'utilizzo di
pratiche monopolistiche nel lancio di Internet Explorer. Per
Microsoft è pertanto definitivamente scongiurato il rischio di
una divisione in due società, prospettato dalla prima sentenza
(del 2000) e ora cancellata dal pronunciamento di Kollar-Kotelly.
Il giudice doveva decidere se le misure previste dal
Dipartimento di Giustizia erano sufficienti a impedire che Microsoft
sfruttasse il monopolio nei sistemi operativi per imporre i propri
prodotti a discapito dei concorrenti anche in altri settori: la
sentenza è stata definita dalla stampa americana come un successo
per Gates e soci, in quanto le limitazioni decise sono state
ritenute assolutamente inadeguate sia dai nove stati americani
che avevano rifiutato l'accordo sia dai concorrenti di Microsoft. Ciò non toglie che d'ora
in poi le politiche commerciali della società di Redmond dovranno
rientrare nelle rigide regole stabilite dall'accordo.
Le limitazioni imposte a Microsoft Il
giudice Kollar-Kotelly ha ripercorso nella sua sentenza tutte le
misure predisposte dall'accordo tra Microsoft e Dipartimento di
Giustizia, confermandole e rafforzandole con ulteriori restrizioni.
Rispetto all'accordo, scompare il comitato tecnico
indipendente che avrebbe dovuto vigilare sull'osservanza delle
regole da parte società sostituito dagli stessi componenti del
Consiglio d'Amministrazione di Microsoft, ritenuti dal giudice
direttamente responsabili dell'osservanza delle regole; l'accordo
sarà in vigore per cinque anni, eventualmente estensibile di altri
due anni in caso di non conformità alle condotte prescritte.
Microsoft dovrà comunicare ai concorrenti tutte le
specifiche tecniche necessarie per lo sviluppo di prodotti che si
interfaccino con i suoi sistemi operativi. I produttori di Pc
potranno rimuovere dai desktop le icone di Internet Explorer e degli
altri prodotti Microsoft inseriti nei sistemi operativi, e saranno
vietate pratiche discriminatorie verso i produttori che non
favoriscono i prodotti Microsoft.
Microsoft dovrà agevolare
gli utenti finali nella disinstallazione dei propri prodotti
"legati" quali Internet Explorer, Windows Media Player, Windows
Messenger e così via e nell'installazione dei prodotti concorrenti.
Non sono state invece considerate accettabili le
richieste dei nove stati americani, che chiedevano che fossero
commercializzate delle versioni "light" di Windows con solo il
sistema operativo e prive dei prodotti "legati".
L'azienda
di Bill Gates dovrà ora rispettare le disposizioni stabilite
dall'accordo per cinque anni e, se l'osservanza di tale
disposizioni sarà confermata, non saranno previste ulteriori
sanzioni. I nove stati che contestano la ratifica dell'accordo
potrebbero presentare ricorso in appello contro la decisione di
Kollar-Kotelly, ma dopo questa sconfitta si tratta ormai di una
possibilità più teorica che reale.
L'impossibilità di una giustizia
giusta Se si considerano i fatti alla base di tutto il
procedimento, non si può dimenticare che Microsoft è stata comunque
giudicata colpevole di aver trasgredito alle norme sulla limitazione
della concorrenza (il cosiddetto Sherman Act), ma non sarà punita
per questo: Internet Explorer è stato imposto illegalmente a
discapito di Netscape, ma ora rappresenta uno standard "di fatto",
per cui a Microsoft può anche andare bene iniziare da ora a
sottostare alle regole, visto che ormai l'obiettivo di espandere il
monopolio nel settore dei browser l'ha raggiunto.
Del resto,
come ha sostenuto il giudice Kollar-Kotelly, sarebbe stato troppo
penalizzante per Microsoft obbligarla a offrire un Windows con
dentro anche i prodotti rivali: si sarebbe forse ristabilita la
concorrenza, ma l'obiettivo ultimo della concorrenza è il progresso
tecnologico, e da questo punto di vista ormai la strada è stata
tracciata da Internet Explorer.
Emerge pertanto ancora una
volta l'assoluta inadeguatezza dei tempi della giustizia rispetto
all'evoluzione della tecnologia: se ci fossero stati gli strumenti
adeguati per fermare le pratiche anticoncorrenziali di Microsoft sul
nascere, forse si sarebbe avuta un'effettiva concorrenza con
Netscape basata sul miglioramento dei prodotti, proprio quello che
la legge in fondo dovrebbe garantire.
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indaga su Windows 2000 (10/2/2000)
Dibattito
Sul processo Microsoft ho
organizzato un dibattito martedì 30 novembre 1999 presso l'Auditorium del
Centro Giovani di Asti.
E' possibile vederne la
registrazione in Real Video presso il sito http://giornata.oasi.asti.it/1999/diretta.htm
o le diapositive in
formato Powerpoint utilizzate per spiegare l'argomento.
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